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Amicizia in Fotografia


fotografia
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Galleria Arti Visive - via Beccherie 41 - Matera
Galleria Arti Visive, via Beccherie 41 - 75100 Matera MT
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descrizione

Ottavio Maledusi | Amici miei

Progetto fotografico di Ottavio Maledusi, in pseudonimo
volontario, intervistato al proposito. Considerazioni che non si
limitano, né concludono, con l’insieme degli Amici miei, oggi e
qui in selezione. Introduzione d’obbligo: «Nessuno sa dove sei,
/ se sei vicino o lontano / Continua a brillare pazzo diamante
/ Ammucchia molti più strati / e io ti raggiungerò laggiù /
Continua a splendere pazzo diamante / E ci crogioleremo
all’ombra / del trionfo di ieri, / e navigheremo sulla brezza
d’acciaio / Vieni, ragazzino, vincitore e perdente / Vieni tu
cercatore di verità e illusione / e splendi!» (Pink Floyd, da Shine
On You Crazy Diamond; 1975).
Meno male che esistono anche i giovani. Meno male
che i giovani sanno arricchirsi delle parole che sentono, e
riservare loro un posto nel cuore. Parole, letture e riflessioni
che sono buone compagnie per le loro escursioni nel mondo.
Insieme ai giovani, potremmo imparare ad assaporare parole
e linguaggio (anche fotografico, sia chiaro). Qualunque altra
opinione contraria ognuno abbia potuto sentire al proposito,
parole e idee possono cambiare il mondo, anche solo il nostro
personale. Non leggiamo, scriviamo e fotografiamo (e non ci
occupiamo di Fotografia) perché è bello farlo. Noi leggiamo,
scriviamo e fotografiamo perché siamo vivi, membri della
razza umana; e la razza umana è piena di passione.
Oltre il richiamo a un testo dei Pink Floyd, nell’incontro
con Ottavio Maledusi a proposito del suo progetto Amici miei,
scandito sulla sua frequentazione del mondo fotografico, mi
è tornato in mente anche Walt Whitman, poeta americano
dell’Ottocento: «Oh me, oh vita! Domande come queste mi
perseguitano, / infiniti cortei di infedeli, città gremite di stolti,
/ [...] Che v’è di nuovo in tutto questo, oh me, oh vita? /
Risposta. Che tu sei qui, che la vita esiste e l’identità, / che
il potente spettacolo continua, e che tu puoi contribuire con
un verso».
Così come le fotografie che incontriamo quotidianamente
nel giardino per il quale siamo incamminati sono fiori da
cogliere, anche le parole che sentiamo possono arricchirci
più e meglio di quanto (non) possano farlo i denari. Non
cerchiamo parole che facciano la differenza della nostra vita,
ma forse le stiamo per incontrare.
Da qui, in intervista a Ottavio Maledusi, in relazione al
progetto fotografico Amici miei.
Caro Filippo Ottavio, comincio celebrando il fatto
che i giovani esistono, anche se questo crea un sacco
di problemi a noi adulti.
Al tempo stesso, riporto un brano dei Pink Floyd.
Mi piace sempre ricordare ai giovani, ai miei studenti
all’università e in questo caso a te, che siete dei diamanti,
un po’ pazzi magari, ma comunque diamanti.
Veniamo, però, subito alle tue fotografie di Amici miei.
Come ti è venuta l’idea di realizzarle?
«Da un esperimento che ho realizzato a giugno 2016, una
domenica pomeriggio. Sotto il cavalcavia di via Rubattino, non
lontano da dove vivo, a nord di Milano, ho piazzato il treppiedi
con la mia reflex. Ero solo, non avevo riferimenti concreti, così
ho sistemato per terra pezzettini di carta per ricordarmi dove
avrei dovuto posizionarmi mentre autoscattavo. Quella sera
stessa, rientrato a casa, ho montato i vari scatti, e il risultato
mi è piaciuto.
«Il lunedì successivo, sono stato nello studio di Giovanni
Gastel, e il giorno dopo stavo da Piero Gemelli. Avevo con me
una stampa di quel primo risultato, e chiesi loro se avevano
voglia di prestarsi per una composizione simile.
«Ero andato lì per altri motivi. E anche tutti i personaggi
che ho fotografato in seguito, non li ho quasi mai contattati
allo scopo di fotografarli. Non avevo un programma, seguivo
un happening. Facevo vedere l’immagine con me ritratto e
chiedevo: avete voglia di farvela fare anche voi?
«Da Nino Migliori, a Bologna, sono andato il giorno del suo
novantesimo compleanno [29 settembre 2016]. Ero insieme
con mio padre, per festeggiarlo; gli ho parlato del progetto, e
lui ha aderito immediatamente.





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