#MATERAEVENTS

Le catastrofi che il mondo ha già dimenticato.


fotografiaarte contemporaneaeducation
da sab 12 ottobre 2019
a ven 18 ottobre 2019
Museo Archeologico Nazionale della Siritide
Via Cristoforo Colombo Policoro MT
Gratis

Adatto a tutti
descrizione

La chiamano sporca dozzina. 12 crimini contro l'ambiente, che rappresentano per dimensioni e tipologia, un rosario di ‘ecocidi'. Il sistema è al collasso e la exit strategy non si può più affidare alla buona volontà dei governi.
Dalla lista mancano molti altri casi storici, come le navi dei veleni nel mar Mediterraneo o la situazione di Taranto, non certo inferiori per numeri, a molti casi della 'sporca dozzina'.

Il lavoro di Gianni Zanni ci riporta sui luoghi delle catastrofi attraverso dei richiami simbolici, materici e cromatici. Il menabò originale è composto da 12 quartini di carta pesante contenenti ciascuno una breve descrizione della zona dell'incidente e 4 fotografie originali a colori.

Come se stessimo aprendo dei dossier riservati, la bellezza formale delle fotografie ci obbliga a soffermarci sui fatti, che vengono prima presentati e localizzati attraverso mappe. 

Siamo davanti alla rappresentazione di un dopo, di un ciò che resta dopo l'enormità incontrollabile di disastri come questi. 
La sensibilità dell'autore è illuminata dal fatto che per realizzare gli scatti non è andato nei luoghi dei disastri, ma è riuscito a creare, partendo dal suo territorio, la Puglia, le composizioni per trasportarci lì.

Il lettore non potrà fare a meno di riflettere sugli effetti dell'uomo sull'ecosistema, e sulla nostra epoca, cosidetta Antropocene, governata da una dominazione aggressiva e cieca dell'uomo, delle aziende, delle multinazionali, sull'ambiente.


Abra Pampa, 
Argentina.
La montagna di piombo. Una montagna di 30.000 tonnellate di piombo. L'81% della popolazione infantile è esposta ai danni derivanti dal piombo.

Auriol, Romania.
L'onda di cianuro del Danubio, partita il 31 gennaio 2000. Larga 50 km, viaggia a 5 km/h verso la foce del fiume.
Centomila tonnellate di acqua contaminata hanno devastato il corso del Tibisco e dello Smamos, lasciando rive intrise di metalli pesanti, pesci e uccelli morti.

Bhopal, India, 4 dicembre 1984.
La nube di 40 tonnellate di isocianato di metile proveniente dallo stabilimento specializzato in pesticidi della Union Carbide India Limited, uccise in poco tempo 2.259 persone e ne avveleno' decine di migliaia. Stime di agenzie governative arrivano a 15.000 vittime.

Chernobyl, 26 aprile 1986.
L'incidente nucleare piu' grande della storia .  65 morti accertati e altri 4.000 decessi dovuti a tumori e leucemie lungo un arco di 80 anni.

Delta del Niger, tra il 1976 e il 1998 sono stati estratti miliardi di barili di petrolio.
Secondo la Banca Mondiale, durante estrazione e trasporto, ogni anno viene bruciato l'equivalente di 2 miliardi e mezzo di dollari di gas e il fumo che proviene dal gas flaring contiene grandi quantita' di anidride carbonica, ossidi di zolfo e di azoto, tuolene, xilene e benzene.
Nel 2011 nel delta del Niger si contavano oltre 100 fuochi petroliferi accesi, alcuni attivi dal 1960.

Foreste pluviali dell'Indonesia, uno dei piu' importanti ecosistemi del pianeta, minacciate dai produttori di carta, legno e olio di palma.
L'Indonesia perde ogni anno 1.871.000 ettari di foreste pluviali, oltre 20 kmq al giorno, un'area vasta come 300 campi da calcio distrutta ogni ora.
Il 72% delle foreste e' gia' scomparso.

Fukushima, 2011. Uno Tzunami nucleare colpisce la città di Fukushima. La società è stata nazionalizzata l'anno dopo. I cittadini pagheranno i danni economici oltre che quelli, di lunga durata, alla salute.

Golfo del Messico, la marea nera della Deepwater Horizon, 20 aprile 2012.
La marea nera che per oltre 106 giorni si e' riversata in mare, si stima fra le 460mila e le 800 tonnellate di petrolio. 

Golfo di Genova, Una superpetroliera affonda davanti Arenzano, causando lo sversamento nel Mar Ligure di oltre 134 mila tonnellate di petrolio.
Studi scientifici hanno stabilito che l'eredita' inquinante della Haven continuera' ancora almeno nei prossimi 10 anni.

Isole Kiribati e Maldive, sommarse dal cambiamento climatico.
Il presidente delle isole sta negoziando l'acquisto di terreni nelle Fiji per consentire la migrazione di 113mila abitanti.
Verso l'Australia contano di emigrare i 350 mila abitanti delle Maldive minacciati dall'innalzamento dei livelli del mare.

Lago Agrio, la multinazionale Chevron-Texaco ha inquinato oltre 2 milioni di ettari, contaminando la foresta amazzonica, riversando 60 miliardi di litri di refluvi tossici nell'acqua utilizzata dalle popolazioni locali.
Due popoli indigeni, i Tetes e i Sansahuaris sono scomparsi, mentre le tribu' dei Cofan e dei Siona Secoya sono state costrette a migrare.

Montagne Rocciose Canadesi, sfruttamento delle sabbie bituminose. Liquami tossici vengono scaricati in vasti laghi colmi di residui di benzene, composti policiclici aromatici, mercurio, piombo e arsenico. Anche la carne di alce, essenziale della dieta locale, e' contaminata: il livello di arsenico e' 33 volte superiore a quello accettabile per legge.





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