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Riflessioni attorno a Paura della Libertà


letteraturaeducation
mar 26 novembre 2019 dalle h 15.00 alle h 19.00
Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata Palazzo Lanfranchi
Piazzetta Pascoli Matera (MT)
Gratuito - fino ad esaurimento posti

Adatto alle famiglie
Adatto alle scuole
Adatto ai giovani 16 - 30
Adatto a pubblico di settore
Adatto agli adulti
descrizione

Le regressioni che portarono le società di massa a sottomettersi a regimi totalitari sono l’argomento di Paura della libertà, il primo libro scritto da Carlo Levi, esule in Francia nell’imminenza della seconda guerra mondiale. Ma quelle tendenze sembrano di nuovo attive ai nostri giorni. Scritto settanta anni fa, il testo si presenta ora attuale e insieme ricco di prospettive per il futuro. 


PROGRAMMA della prima giornata:

h 15:00 Saluti istituzionali

h 16:00 

Stefano Levi Della Torre

Ricorsi della paura, ricorsi della libertà

Sullo spessore antropologico e le lunghe durate delle vicende storiche. Qualche  confronto tra le tendenze espresse in Paura della libertà e la storia in corso. Rapporti tra il canto letterario di Carlo Levi e la sua pittura coeva.

Stefano Levi Della Torre (Torino 1942) è pittore e scrittore, già docente alla Scuola di Architettura del Politecnico di Milano. Tra le sue pubblicazioni: Essere fuori luogo, il dilemma ebraico tra diaspora e ritorno, Donzelli, Roma 1995; Zone di turbolenza, intrecci somiglianze conflitti, Feltrinelli, Milano 2003; Il forno di Akhnai, una discussione talmudica sulla catastrofe (con Yoseph Bali e Vicky Franzinetti), Giuntina, Firenze 2010; Laicità, grazie a Dio, Einaudi, Torino 2012; Realismo di Dante, disegni e letture della Divina Commedia, Morcelliana, Brescia 2014. 

 h 16:30

Luca Beltrami

Una «nuova cultura che sia un evento poetico». Memoria letteraria e mitopoiesi in Paura della libertà

Tenendo presente la mediazione di Vico e l’allontanamento di Levi dallo storicismo crociano, la relazione si concentrerà su alcune memorie letterarie (Dante, Petrarca, Leopardi, Eluard), presenti soprattutto nei capitoli Amor sacro e amor profano e Le Muse, per ragionare sul tema della creazione artistica e dell’identificazione “amorosa” del sé con l’altro come affermazione di libertà e coraggio e come reazione alla paura su cui si fondano i regimi totalitari.

Luca Beltrami è ricercatore presso il Dipartimento di Italianistica dell’Università di Genova. Ha dedicato alcuni studi all’attività letteraria di Carlo Levi, di cui ha curato l’inventario delle carte conservate presso la Biblioteca Civica di Alassio. Altre linee di ricerca riguardano la letteratura cinque-secentesca, con particolare interesse alla società letteraria del primo Seicento, l’attività epistolare di Pietro Metastasio nel contesto del Settecento europeo e la letteratura del Risorgimento.

Pausa h 17:00 - h 17:20

h 17:20

Marcella Marmo Università di Napoli "Federico II" 

Il deposito del confino tra Paura della Libertà e Cristo si è fermato a Eboli

Il tema, già in primo piano nell'autobiografia tracciata da Levi nella straordinaria lettera  all'editore del 1963, e oggetto negli studi leviani di alcune importanti ricerche centrate su intertesti linguistici,  si articolerà intorno al cruciale incontro con l'arcaico che dal confino del 1935-36 si proietta nel saggio filosofico del 1939 e verrà al centro della narrazione nel Cristo del 1943-44. Accanto ad esigui depositi memoriali realistici, tra i due libri verranno a fuoco per un verso le varie  componenti di ermeneutica intorno al sacro primitivo, l'indistinto originario, la contemporaneità dei tempi, assimilate dalla cultura europea della crisi; d'altra parte, le qualità diverse della scrittura confinaria, che da "autoritaria" nel '39 si fa "democratica" nella prima Resistenza. Risulterà significativa la formulazione ossimorica della poetica di "invenzione della verità", che permette al Cristo di aderire insieme agli snodi filosofici di Paura della libertà, e a una procedura narrativa fitta, assimilabile all'antropologia del Writing Culture. 

Marcella Marmo ha insegnato Storia contemporanea  presso l'Università  di Napoli "Federico II". Accanto a ricerche di storia economica-sociale e sulla camorra storica, nel campo di studi su Carlo Levi ha curato nel 2005 Carlo Levi: riletture per "Meridiana", 53. In interventi per successivi convegni leviani e opere collettanee ha  svolto analisi testuale per più angolature: tra storia e biografia dell'intellettuale politico di formazione europea, costruzione narrativa e antropologia dell'arcaico nell'incontro con il Sud tra gli anni Trenta e la Resistenza. Si segnalano: Nato a Torino presso Parigi. Percorsi identitari di Carlo Levi negli anni Venti-Quaranta, in Intertestualità leviane, a cura di S. Ghiazza, Bari 2011; Il Sud arcaico fuori e dentro la storia: rileggere il "Cristo" nella civiltà della crisi, in "Cristo si è fermato a Eboli" di Carlo Levi, a cura di A.L. Giannone, ETS 2015; Briganti e brigantaggio in Levi e Scotellaro: la memoria intermedia, in "Forum Italicum", 50, 2016; Civiltà contadina, arretratezza meridionale: il relativismo insicuro di "Cristo si è fermato a Eboli", in "Meridiana", 95, 2019.

h 17:50

Silvia Valentini

Dalla forma mitologica alla forma narrativa. Paura della libertà come chiave di lettura de L'Orologio

La relazione vuole cogliere Paura della libertà nel suo rapporto con l'opera letteraria di Carlo Levi, per sottolinearne il ruolo cruciale di testo fondante che contiene le chiavi di interpretazione dei romanzi e scritti successivi. Si prenderà quindi come caso di studio L'Orologio, per mostrare come si possa intravedere una complementarità tra le due opere e come ognuna sembri uscire illuminata dal confronto con l'altra.

Nata a Roma, Silvia Valentini si laurea nel 2017 in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Parma con una tesi in letteratura francese su Albert Cohen e Denis de Rougemont. Vincitrice di una borsa di studi conferita dalla stessa università, dal settembre al dicembre 2017 ha l'opportunità di svolgere un’esperienza di collaborazione all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi in seno al settore della programmazione culturale. Tornata quindi a Parma nel gennaio 2018, si iscrive al corso di laurea magistrale in Lettere Moderne, nel quale si laurea nell'ottobre del 2019 con una tesi su L’Orologio di Carlo Levi.

h 18:20 Dibattito

PROGRAMMA della seconda giornata:

https://www.materaevents.it/events/view/letteratura/4530


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