#MATERAEVENTS
mostre
da ven 13 ottobre 2017
a sab 28 ottobre 2017
FONDAZIONE SASSI
Via San Giovanni Vecchio 24, Matera, 75100 MT, Italia
Gratis
per tutti



Mostra personale di Ruben Patella



descrizione

La memoria è quella funzione psichica di riprodurre nella mente unesperienza passata mediante immagini, sensazioni o nozioni, e quindi di riconoscerla come tale e di localizzarla nello spazio e nel tempo. Da questa nozione nascono le parole di Jean Baudrillard, che recitano:Quando parlo di un luogo, è perchè è scomparso. Quando parlo di un uomo, è perchè è già morto. Quando parlo del tempo, è perchè ormai non è più.Ruben Patella, con la sua arte, riassume in maniera brillante tutto questo. Si tratta di un bisogno metafisico della mente umana di resistere alloblivioso attacco della morte; è lincapacità della mente umana di accettare la propria e laltrui caducità; è il non voler nè poter rassegnarsi a credere di essere qui a caso, ma è al contrario, un forte e inappagabile desiderio di resilienza, che spinge lessere umano a fare quanto è in suo potere per differire la morte e la dimenticanza che da essa scaturisce -, afferma lartista parlando della sua ricerca. Lopera del Patella getta le sue basi sullo studio della più controversa avanguardia del 900, la Body Art, e prende in considerazione il lavoro di artisti quali Orlan e Hermann Nitsch. Viene preso in considerazione il corpo, inteso come medium espressivo, come oggetto estetico, un po come nellopera di Damien Hirst o di Marina Abramovic; larte come strumento apotropaico per differire dalla morte.Linsieme di queste ricerche hanno portato il Patella a costruire le fondamenta di Elisioni: una serie fotografica che, attraverso degli interventi concettuali, decontestualizzano limmagine al fine di trasfigurarla, di renderla lemblema della lotta alla sopravvivenza nella memoria storica, un tentativo di incidere il segno della propria presenza, lasciando frammenti del corpo come pura testimonianza, reperto di inconfutabile presenza seppur transitoria.Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una forte ricerca che nasce dallo studio della performance fotografica dal titolo Fototot di Ulay, passando per riflessioni di tipo etico e metafisico sul senso dellesistenza. Gli scatti di Ruben Patella sono traduzione di una riflessione sul destino delluomo, ma è anche e sopratutto uno spronare lo spettatore ad una riflessione sullimportanza rivestita dallarte come antidoto contro loblio.Gli scatti presentano in se un duplice fattore: lerosione del soggetto raffigurato, inteso come metafora della cancellazione che il tempo compie ai danni della memoria, oltre che servire ad acquisire la valenza delloblio legato al concetto di morte. Cercando, invece, di affondare lo sguardo al di là dellintervento erosivo, esse appaiono come immagini impregnate di una funzione mnestica, ossia come fotografie aventi lo scopo di fissare un ricordo, una presenza, un evento che per nessuna ragione si vorrebbe dimenticare. Ci si trova di fronte ad un sistema binario, in una sorta di battaglia combattuta dal desiderio di resistenza e dallinesorabilità delloblio. Dallaltra parte di questo sistema binario ritroviamo linesorabilità delloblio, raffigurato nelle fotografie attraverso la violenta cancellazione del soggetto.Tenendo sempre presente i concetti sopracitati di Memoria, Ricordo e Oblio, il Patella ha realizzato una serie di pitture su supporto diverso dal titolo Buchi Neri.Le tele, attraverso un percorso di cancellazione di lavori precedenti, vengono in un primo momento cancellate e successivamente viene lasciato fluire il colore esattamente come è naturale lo scorrere di un fiume. La tecnica di produzione dei buchi neri si rifà a quello che è il mito di Mnemosine e Lethe, ovvero i fiumi mitologici del ricordo e della dimenticanza. Gli unici due colori utilizzati sono il bianco e il nero che sembrano quasi unirsi in una eterna lotta tra bene e male, ma anche scontro tra desiderio di resilienza e inesorabilità delloblio. Ancora una volta è la memoria lelemento chiave del linguaggio utilizzato dal Patella, elemento a cui si ricollega anche il ciclo di pitture dal titolo Tracce.Questultimo ciclo di lavori presi in analisi, utilizza come cardine la memoria, ma trattata in chiave diversa. Le Tracce di Ruben Patella sono desiderio di affermazione dell esserci, segno del passaggio che ogni persona fa in un contesto inteso come luogo, vita ecc il Patella vuole affermare la sua presenza in quel dato momento e contesto; è un bisogno intimo paragonabile a quello di affermazione che hanno gli street artist mediante le loro opere pubbliche nei centri urbani. Nellopera dellartista, la traccia si manifesta a volte come gesto, a volte come concrezione a cui vengono accostati diversi materiali (sabbia, tessuti, gesso, plastica, metallo).

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Matera
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