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scheda organizzatore

Associazione Culturale Teatro Rigodon

Largo San Giorgio 12, rieti (RI)

TEATRO RIGODON – Ideazione e gestione di progetti artistici, politici, e sociali. Sede: Rocca Sinibalda (80 km a nord di Roma); fondato nel 2006 e diretto da Alessandro Cavoli. Accanto alle produzioni di spettacoli il gruppo è attivo intorno a progetti locali e internazionali legati a questioni sociali, all’integrazione e valorizzazione delle differenze, allo sviluppo di un’azione politica attraverso le competenze teatrali e sociali; alla formazione giovanile nel campo delle arti e delle nuove tecnologie. Al centro della progettazione sta la visione dell’Europa come luogo mondiale di incontro di differenti culture; ricchezza dell’eredità e prospettive concrete attraverso la condivisione delle esperienze. Accanto alle tradizionali arti performative teatro, danza, musica dal vivo, teatro rigodon sta sviluppando un processo attraverso le nuove tecnologie, video, realtà virtuale aumentata, stampanti 3d in grado di produrre costumi, scenografie, installazioni; un processo che involve l’attore e il gruppo tra tradizione e sperimentazione. I progetti si sviluppano in un concreto contesto sociale, quello di un piccolo paese dell’entroterra italiano, che il teatro rigodon sta stimolando a procedere in una quadrupla prospettiva – temporale: tradizione e innovazione; e geografica: locale e globale. La progettualità si sviluppa in collaborazione con attori territoriali, istituzioni italiane e in sinergia con una rete di partner europei (Francia, Germania, Grecia, Turchia, Portogallo, Irlanda, Svezia, Spagna, Inghilterra). Dal 2014 insieme a Rokka Village e Castello di Rocca Sinibalda gestisce il Festival internazionale CASTELLO DEI DESTINI INVENTATI. Teatro antropologico; prospettiva e memoria; il teatro greco nasce nell’ottica visionaria del doppio impiego del corpo, analisi di se attraverso l’altro, coesione e rinnovazione sociale; il teatro come primario strumento pedagogico, politico. Al centro stava e sta l’attore, ovvero un uomo che con disciplina e conoscenza trasforma le proprie energie per essere efficace in una situazione di rappresentazione rivolta ad un pubblico di cittadini più o meno curiosi di veder rappresentate la propria forza e soprattutto la propria debolezza. Su questa prospettiva extratemporale il gruppo continua a proporre il teatro, la propria visione del teatro, come uno dei mezzi più importanti per lo sviluppo del corpo individuale e del corpo sociale.

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