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con Emma Nanetti e Annalisa Caputo


educationletteratura
ven 15 marzo 2019 alle h 17.00
Casa Cava
Via S. Pietro Barisano, 47 Matera (MT)
Gratuito - fino ad esaurimento posti

Adatto alle famiglie
Adatto alle scuole
Adatto ai giovani 16 - 30
Adatto a pubblico di settore
Adatto agli adulti
descrizione

con Emma Nanetti della Fondazione Collegio San Carlo di Modena e Annalisa Caputo – Università degli studi di Bari Aldo Moro

Che cos'è l'immaginazione, quella facoltà umana che i bambini posseggono in massima misura e che noi adulti ci siamo quasi rassegnati a considerare una loro prerogativa?

Le interpretazioni che si possono dare del concetto di immaginazione sono molteplici e, in alcuni casi, addirittura contraddittorie. Al concetto di immaginazione si lega strettamente quello di fantasia e una definizione di ciò che si intende per fantasia è, se possibile, ancora più difficile. Essa è stata variamente considerata come capriccio, finzione e invenzione. Se al primo termine,'capriccio', possiamo facilmente ricondurre la componente di bizzarria e stranezza propria dell'immaginazione, i termini 'finzione' e 'invenzione' necessitano di un'analisi più accurata. È evidente infatti che tra i due non solo c'è una contrapposizione, per quanto velata, ma che preferire l'uno all'altro ci porta inevitabilmente a preferire una concezione piuttosto che un'altra della creatività in genere.

L'immaginazione, e in particolare l'immaginazione infantile, è una specie di sesto senso. Immaginando, i bambini possono vedere qualcosa che agli occhi degli adulti, attestati soltanto sulla sensibilità, risulta invisibile. Il mondo dell'immaginazione è un mondo dal quale gli adulti sono tagliati fuori, avendone smarrito la chiave d'accesso.

Crescere significa perdere progressivamente la capacità di vedere con la coda dell’occhio, di collocarsi cioè a metà tra due mondi: il reale e l’immaginario. Per noi adulti, abituati a leggere il mondo con gli occhiali dell’utilità e dell’efficienza, una scopa è soltanto una scopa; per i bambini, invece, non occorre che abbia zoccoli e criniera perché possa svolgere la funzione di cavalcatura improvvisata.

La teoria della coda dell’occhio rende ragione del nostro vivere in mondi intermedi, mondi cioè che somigliano ad altri mondi ma non ne sono copie. I bambini, attraverso il gioco di finzione, imitano il mondo reale creando così universi di significato nei quali cominciano a capire che cosa significa stare nei panni degli altri, avere una relazione con l’altro e col mondo. 


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Co-organizzatori
Fondazione Collegio San Carlo di Modena
Partner
Comune di Modena
matera
40.6685 - 16.6093
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